lunedì 28 aprile 2008

Incontrare un ex...


Dalla puntata Take Me Out to the Ball Game , della seconda serie di Sex & the city, cito: "Quando hai appena rotto con qualcuno, certe strade, certi luoghi, perfino certe ore del giorno sono da evitare, la città diventa un campo di battaglia deserto, pieno zeppo di mine emotive. Devi stare molto attento a dove metti i piedi se non vuoi finire a pezzi. (...) Dovevamo per forza dimenticare un ex lentamente e dolorosamente? O avremmo dovuto ignorare tutti i sentimenti negativi e tuffarci di nuovo nel gioco? In un mondo dove rompere sembra la cosa più frequente, quali sono le regole del lasciarsi? (...) Non conta chi ti ha spezzato il cuore o quanto tempo ci vuole per guarire, non ce la farai mai senza le tue amiche."
E’ sempre difficile gestire il momento in cui si incontra un ex, anche se è stata storia di pochi mesi, lo diceva anche il saggio Battisti "e siccome e' facile incontrarsi anche in questa grande città, tu sai che io potrei purtroppo non esser piu' solo, cerca di evitare tutti i posti che frequento e che conosci anche tu"...
Gli incontri con gli ex solitamente sono temuti, non si saprebbe cosa dire, si riaprirebbero ferite cicatrizzate, magari si avrebbero notizie dolorose, almeno per noi, come ad esempio la gravidanza della sua nuova compagna.
O al contrario tale evenienza può essere desiderata o addirittura cercata, perché ci si vuole in qualche modo prendere una soddisfazione, della serie “Sono dimagrita, ho un nuovo taglio, e stasera mi accompagna un ragazzo che è solo un amico, ma è pur sempre di sesso maschile. Se mi vedrà il mio ex, così bella e con un altro, penserà che non sento la sua mancanza, e che sono stra-felice anche senza di lui”…balla pazzesca. Dentro di noi c’è l’inferno.
Ci si chiede perché noi donne facciamo così fatica a rompere i legami: ma non è mica “un cambio gomme”, come mi disse un ex anni fa. Che ci sia proprio così ostile l’idea di tagliare i ponti per sempre con qualcuno con cui, fino a 2 settimane prima, dormivamo insieme, non mi pare uno sproposito. Ma purtroppo accade, ed è anzi necessario.
Anni fa, dopo la rottura con un mio grande amore, o per lo meno quello che avevo reputato tale per 3 anni, mi disperai per un po' di giorni (sì lo so, è poco, ma in fondo lo sapevo di non essere più innamorata) e non lo sentii per circa 3 mesi. Il giorno del suo compleanno però feci l’Errore. Lo chiamai per fargli gli auguri. Trovai una freddezza all’altro capo del telefono, che capii come fosse finita per sempre…e infatti, dopo 2 mesi era fidanzato di nuovo, dopo 6 mesi si è sposato, dopo 9 mesi è nato un figlio maschio, dopo altri 10 mesi una femmina, e dopo questi 2 anni l’ho rivisto e la moglie aspettava un terzo bebè. Si è dato da fare…
Ebbene, in quei 2 anni appunto, ogni qualvolta vedevo una Saab blu come la sua, trasalivo, mi andava il cuore in gola, e non capivo più niente. Mi chiedevo però il perché di una tale reazione. Io avevo altre storie, e sapevo che lui aveva la sua vita (quella sessuale particolarmente attiva, visto i risultati in termini di culla). Poi, dopo averci parlato ad una festa, ingrassato e papà felice, è svanito tutto, quell’emozione che non sapevo definire, è scomparsa. Mah…
Ciò che però più mi infastidisce è l’atteggiamento dell’ex, che sia un ex amato o un ex di mutanda, che finge di non vederti. Più spesso sono gli uomini a comportarsi così, o comunque la parte della coppia che ha chiuso la storia, come se si vergognasse, o temesse chissà quali reazioni…E se anche si comportasse così solo perché si trova in compagnia della nuova fiamma, penso che salutarsi educatamente non sia così difficile, no?

giovedì 24 aprile 2008

Fitness? Lotta nel fango!


Devo dire che con la mia passione per lo spinning mi sento un po’ out. Già quando accenno al pilates posso darmi qualche aria in più, poiché molti con fare curioso mi chiedono di cosa si tratti (me l’hanno chiesto persino in sede di colloquio di lavoro).
Ma adesso, nelle palestre, vanno forte le discipline che promettono di rendere sexy. Senza citare la danza del ventre, che ormai è un classico (vedi mio post sui ventri molli ) ci sono corsi di lapgym, variante castigata e sportiva della lapdance, o di cardio-strip, che impratichisce sullo strip-tease. Esiste poi lo “yoga sexy: revisado y corregido por las chicas” di Laurence Cebert.
Più rara, ma con un certo numero di seguaci, la mud-fight, la lotta nel fango da fare seminude, che presumo sia eccitante da praticare e da guardare. Oltre che far bene alla pelle…:-)
Insomma fare un’ora di ginnastica convenzionale pare diventata un’impresa, fuori moda peraltro: l’aerobica, che tanto mi piaceva, con quei bei body fucsia, dov’è finita? Ora c’è la street-dance, il funky, il triax, il Power-pump, il GAG…ma alla fine il concetto è sempre uno: muovere il corpo per star meglio.
E quando vedo una (uso il femminile perché più spesso si tratta di donne) che fa jogging e pare stia morendo, con le spalle ricurve, e i piedi buttati lì, o che si contorce con sforzi sovraumani per raggiungere una posizione di yoga, o una che sulla spin-bike saltella e si dimena come un pesce fuor d’acqua, mi viene il nervoso. Innanzitutto perché l’istruttore non interviene (nella maggior parte dei casi) a correggere la postura sbagliata, e in secondo luogo perché quel soggetto, non facendo attenzione alla postura, si fa del male.

Un aiuto in ufficio....


Vi segnalo una cosa geniale. Quante volte vi è capitato di usare il pc del vostro datore di lavoro? Quando lavoravo in azienda era normale usare internet per guardare la propria posta, o cercare un volo conveniente per il prossimo “ponte”. O ancor peggio giocare a Tetris, o chattare con l'amico di turno.
Ora è stato inventato qualcosa che può aiutare gli impiegati ditratti: lo STEALTH SWITHC . State giocando a sudoku o state chattando e si avvicinano colleghi curiosi o il capo? Basta una pressione del piede sul piccolo ricettore discretamente installato sotto la scrivania, e tutte le finestre spariscono per lasciare spazio alle sole applicazioni professionali. Le finestre spariscono. Astuto, Stealth switch toglie anche audio e nasconde le icone, e basta una seconda pressione a far apparire giochi e chat. Geniale.

venerdì 18 aprile 2008

Piange il telefono?


La mia età, l’avrete capito, è più vicina ai 40 che ai 15 anni, per cui con la tecnologia ho un rapporto “abbastanza” felice, ma non proprio idilliaco. So installare/disinstallare un programma sul pc, so collegare DVD al televisore, so usare a occhi chiusi il T9. Ma la mia formazione sentimentale-adolescenziale si è sviluppata più che attorno ad un ultra-piatto cellulare metallizzato davanti ad un telefono a ruota di bachelite beige.
Vi ricordate quando i cellulari non esistevano? Bisognava usare le cabine telefoniche, che spesso puzzavano di pipì. Quando i cellulari non esistevano a scuola bisognava andare dalla bidella, e usare il telefono della segreteria. Quando i cellulari non esistevano, se perdevi l’autobus non potevi avvisare a casa che tardavi. Quando i cellulari non esistevano dovevi dare appuntamento ai tuoi amici chiamandoli uno ad uno, e fissando posto e ora. Da lì nasceva l’abitudine, purtroppo persa, di trovarsi “nel solito posto” senza necessità di chiamarsi, ma solo per per usanza. Quando volevi trovare qualcuno, sapevi già dove andare. Oggi anche se hai fissato un appuntamento, sai che non verrà rispettato, perché “tanto ci sentiamo al cellulare”.
Quando i cellulari non esistevano la rubrica cartacea era smilza, il numero di casa e al massimo quello dell’ufficio. Ora casa/ufficio/numero privato/numero lavoro/numero con tariffe vantaggiose/numero per l’amante/numero per la suocera…E schede con tariffe per tutti, solo notte, solo giorno, solo Tim, solo nati sotto il segno dei Gemelli…spesso per dirsi “Sto arrivando: butta la pasta”
Quando i cellulari non esistevano il biondino della 3ªB te lo dovevi andare in giro a cercare,con appostamenti e improvvisate. Ricordo mi piaceva un ragazzo che abitava a 100 mt da casa mia, e prendeva quindi lo stesso autobus che prendevo io, il 3. Però a quell’ora, essendo ora di uscita da scuola, c’era anche il BIS, che passava subito dopo. Allora io mi dovevo sforzare di vedere se lui era su uno o sull’altro per prenderlo insieme. Oppure lo aspettavo “al varco” vicino a casa, sapendo più o meno a che ora faceva quel tragitto. Se poi volevi fare il primo passo, dovevi cercare il numero sull’elenco telefonico, risalendo come una spia russa al nome del padre, sperando che l’intestataria non fosse la madre! E spesso quel numero era occupato: si stava ore a confrontare i compiti, o a chiacchierare del nulla.
La donna moderna non ha più voglia né tempo di aspettare: se un uomo ti piace e hai il suo numero (e in qualche modo lo trovi..) gli mandi con leggerezza un sms con faccine sorridenti anche se non hai proprio voglia di ridere. Se inizia un “botta e risposta” vivace e malizioso, sei a buon punto, vuol dire che pensa valga la pena di perdere un po’ di tempo (e di credito) con te. Che poi lo faccia solo per portarti a letto, è ovvio. Chi ha intenzioni più serie ti chiama!

martedì 15 aprile 2008

Frozen

Sabato scorso ho partecipato anch’io a Frozen: cos’è? Su Youtube c’è la registrazione di ciò che è avvenuto alla Grand Central di New York:

E’ stato un esperimento molto simpatico, e più difficile di quanto pensassi: bisogna stare immobili e soprattutto non ridere (a meno che nel momento del VIA non stia facendo proprio questo), e poi fare l’indifferente quando ti passa davanti uno che dice: “Cosa stanno facendo questi cretini?” o un bambino che ti tira la gonna. E’ dura rimanere impassibili. E poi, quando si è in queste situazioni, ti prude un orecchio, o si deve starnutire, o si avvicina un colombo per beccarti un piede. Succede sempre così no?
Non so da dove è partita l’iniziativa, sono quelle cose che “girano” e non si sa da dove partano. Io ho trovato un annuncio in palestra, c’erano il nome e l’indirizzo mail di uno dei promotori, ma è stato sufficiente presentarsi nel luogo e all’ora indicata per parteciparvi. C’erano degli organizzatori, che hanno dato istruzioni e il VIA, e poi ognuno aveva un ruolo ben preciso: stare fermo. E' stata dura :-)

giovedì 10 aprile 2008

13-14 Aprile 2008 :-)))))

lunedì 7 aprile 2008

Distributore di...spritz!


Una volta c'erano i distributori di merendine a scuola, poi i distributori di caffè, sempre più completi: caffè d'orzo, d'orzo macchiato, decaffeinato, latte macchiato, tè al limone, tè alla pesca, e persino cappuccino al cioccolato.
Ma alla Stazione dei treni, l'altro giorno, ho visto il top della gamma, cioè un distributore che, in dimensioni sufficientemente ridotte, poteva fornire le seguenti utilità.
Rasoi per radersi, e cerette per donne curate, ma anche collant, nel caso non avessero voglia di depilarsi. Block notes e penne per scrittori o poeti ispirati dalla pulizia dei nostri treni, ma anche un evidenziatore verde, per studenti diligenti...Poi ovviamente preservativi di diversi tipi, e perchè no, l'anello vibrante, caso mai in treno venissero "certe voglie"...
E ancora pile, cuffiette per stereo, scotch e graffette per chi si da al bricolage, una piccola torcia, una macchina fotografica usa e getta, assorbenti e fazzoletti di carta monodose, calzini da uomo, deodorante, dentifricio e spazzolino, mutande usa e getta e crema per il corpo. Insomma, chi dorme in stazione è servito.
Alcune curiosità sul tema? Una ditta di Atlanta sta già collocando alcune vending machines di Ipod... ed esistono anche quelle di marijuana .
Allora mi domando perchè la MIA idea non sia ancora commercializzata: anni fa ebbi un'idea geniale che ho voluto brevettare, IL DISTRIBUTORE DI SPRITZ!
Si potrebbe affiancare ai soliti distributori di caffè negli uffici, o nelle mense, ma per evitarne l'abuso potrebbe essere regolato "a tempo".
Bene: se qualche imprenditore dalla mente e dal portafoglio aperti legge questo post, mi contatti per i dettagli. :-)

martedì 1 aprile 2008

Giochi cinesi "taroccati"


Di grande attualità, vista la gravità della situazione politica e soprattutto sociale del Tibet, è il tema toccato dall'amico Steve : quello del cosiddetto "boicottaggio" delle Olimpiadi cinesi, che inizieranno in pompa magna alle ore 08.08 dell'8 agosto 2008.
Non so dire se sia giusto o meno farlo, non sono in grado di valutare effetti e ripercussioni di una tale decisione, nè sono sicura che il "non esserci" possa essere utile. Ma ritengo che, anche se con ogni probabilità non sarà possibile proseguire su questa strada, per gli interessi economici/politici che vi ruotano attorno, discuterne, provocare, denunciare, possa in qualche modo essere importante.
Ho letto che nel 1980 avvenne una cosa "simile", quando a Mosca non furono protagonisti dei Giochi gli atleti di 65 diversi Paesi, tra cui gli USA, il Canada, la Norvegia, la Cina (!), ed altri: fu deciso il boicottaggio per protesta contro l'invasione sovietica dell'Afghanistan. L'Italia anche in tal caso adottò una soluzione ipocrita, limitandosi a non inviare gli atleti che facevano parte dei gruppi sportivi delle forze armate, e sfilò usando la bandiera del CONI in sostituzione di quella nazionale.
Oggi la Cina vuol dimostrare di essere un Paese libero e democratico, ma tutti sanno che non è così, e si nascondono dietro un dito, per paura o interesse. Che schifo.
Termino solo con una frase del grande Giordano Bruno Guerri :
La vita civile non è e non può essere a compartimenti stagni, da una parte la politica, dall’altra l’economia, dall’altra ancora lo sport, visto come terreno neutro. L’unico modo che l’Occidente ha di vincere le prossime Olimpiadi è di non prendervi parte. Non accadrà, e sarà un’occasione perduta.

lunedì 31 marzo 2008

1° Aprile: pesce al forno...


Oggi a pranzo mi sono fatta un’orata: il mio pesce d’aprile è finito al forno. Ma gli scherzi sono belli tutto l’anno! Quanti ne ho fatti nella vita! Chi non ha mai messo qualcosa di “spiacevole” sulla sedia del compagno di banco? Chi non ha mai attaccato una scritta o un pesce di carta sulla schiena altrui? Chi non ha mai alzato i tergicristalli dell’auto o suonato i campanelli dei condomini, o fatto telefonate strane? Chi non ha mai fatto gavettoni? Vittime possono essere gli insegnanti, gli amici, i compagni di corso, i fidanzati, le amiche apprensive…
Ricordo al ginnasio io e un’amica ci mettemmo d’accordo per far arrabbiare una ragazza che ci stava antipatica, così misi in atto una scenetta. Chiacchieravamo a ricreazione quando le dissi: “Eliana, hai freddo? Hai pelle d’oca. Oh, guarda, hai anche la faccia d’oca!”…che risate!
Si può però esserne anche vittime però...chi ha spirito sta allo scherzo, e si diverte, come accade a me QUASI sempre. Quando un compagno di scuola mi spostò la sedia mentre mi stavo sedendo e caddi a terra come una pera, ridevano tutti, ma ridevo anch'io. Quando un'amica mi regalò un ombrello, dicendo che non lo usava da tempo a causa del colore, giallo, che non le piaceva, alla prima pioggia capii lo scherzo: l'aveva bucato ben bene, e io mi sono bagnata completamente! Però le ho fatto i complimenti per l'idea. :-)
Infine le bufale on line: c'è di tutto e di più. Ricordo la mail da far girare che paventava il fattore cancerogeno degli assorbenti interni, nonché del sodium laureth sulfate, sostanza schiumogena comunissima. Non ho mai creduto a queste catene, nemmeno a quelle che richiedono di girare la mail a tutti i propri conoscenti per una bambina gravemente malata, o cose del genere. Dubito di tutto, forse sbagliando, ma meglio diffidare... Per avere un'idea delle bufale: cliccate qui .

venerdì 28 marzo 2008

Un difetto delle Donne


Quando Dio creò la donna era già al suo sesto giorno di lavoro facendo pure gli straordinari.
Apparve un angelo e gli chiese:"Come mai ci metti tanto con questa?"
E il Signore rispose: "Hai visto il mio Progetto per lei? Deve essere completamente lavabile, però non deve essere di plastica, avere più di 200 parti muovibili ed essere capace di funzionare con una dieta di qualsiasi cosa avanzi, avere un grembo che possa accogliere quattro bimbi contemporaneamente, avere un bacio che possa curare da un ginocchio sbucciato ad un cuore spezzato, e lo farà tutto con solamente due mani."
L'angelo si meravigliò dei requisiti.
"Sono tanto vicino a terminare questa creazione che ci sto mettendo tutto il mio cuore...Ella si cura da sola quando è ammalata e può lavorare 18 ore al giorno."
L'angelo si avvicinò di più e toccò la donna: "Però l'hai fatta così delicata, Signore"
"E' delicata, ribatté Dio, però l'ho fatta anche robusta. Non Hai idea di quello che è capace di sopportare o ottenere"
"Sarà capace di pensare?" chiese l'angelo.
Dio rispose:"Non solo sarà capace di pensare ma pure di ragionare e di trattare"
L'angelo allora notò qualcosa e allungando la mano toccò la guancia della donna...
"Signore, pare che questo modello abbia una perdita..."
"Ti avevo detto che stavo cercando di mettere in lei moltissime cose...non c'è nessuna perdita... è una lacrima" lo corresse il Signore "Le lacrime sono il suo modo di esprimere la sua gioia, la sua pena, il suo disinganno, il suo amore, la sua solitudine, la sua sofferenza, e il suo orgoglio".
Ciò impressionò molto l'angelo "Sei un genio, Signore, hai pensato a tutto. La donna è veramente meravigliosa".
Le donne hanno delle energie che meravigliano gli uomini. Affrontano difficoltà, reggono gravi pesi, però hanno felicità, amore e gioia.
Sorridono quando vorrebbero gridare, cantano quando vorrebbero piangere, piangono quando sono felici e ridono quando sono nervose.
Lottano per ciò in cui credono. Si ribellano all'ingiustizia.
Non accettano un NO per risposta quando credono che ci sia una soluzione migliore.
Si privano per mantenere in piedi la famiglia. Vanno dal medico con un'amica timorosa.Amano incondizionatamente.
Piangono quando i loro figli hanno successo e si rallegrano per le fortune dei loro amici. Il loro cuore si spezza quando muore un' amica.
Soffrono per la perdita di una persona cara.
Non ci sono dubbi però... nella donna c'è un difetto: si dimentica quanto vale.

lunedì 24 marzo 2008

Pronto soccorso...e due!


Nuova tappa al Pronto soccorso per me il giorno di Pasqua.
Domenica sono andata a fare la mia corsa quasi quotidiana nelle campagne vicino a casa, e ciò è già di per sé lodevole, visto l’orario mattutino ed il freddo che c’era. Ad un certo punto ho visto un gatto nero dagli occhi gialli che mi guardava disperato appeso all’ingiù: era rimasto impigliato con una zampa in una rete metallica.
Mi sono avvicinata, miagolava, e mi ha fatto tanta pena. Chissà da quanto tempo era lì, non è zona di passaggio quella.
Era impigliato veramente malamente, quindi ho spento l’I-pod e ho iniziato a parlargli, come se ciò potesse aiutarlo: “Ti salvo io!”
Appena però l’ho afferrato per sollevarlo e quindi cercare di staccarlo da lì, è diventato una BELVA, in uno scatto mi ha graffiato e morsicato, stracciadomi la manica del pile! Che dolore.
Poverino, non è colpa sua: io sono stata un’imprudente, avrei dovuto immaginare la reazione di un animale dolorante e in trappola.
Mi sono incamminata verso casa (la voglia di correre mi era passata vista la mano insanguinata...) coll’intento di chiamare qualche associazione gattofila o i Vigili del Fuoco, ma sulla strada ho incrociato la Polizia, e ho fermato loro.
Sì, lo so, non è stata un’idea geniale, ma al momento non vedevo altra scelta: ho spiegato loro il fatto, ho mostrato le mie ferite, e mi hanno detto che ci avrebbero pensato loro. Non so cos’hanno fatto, sarebbe stata anche un’ottima idea sopprimerlo con un colpo di pistola, ma non credo la possano usare per scopi venatori e/o dilettantistici! :-)
Devo dire un po’ spaventata dal buco sanguinante sulla mano, dal morso per fortuna poco profondo sul polso (era una BELVA) ho fatto un salto al P.S., anche se forse non era necessario.
Non ho avuto ancora il coraggio di andare a vedere se appesa a quella rete ora c’è la carcassa di un animale morto, e se invece magari se ne sta al caldo sul sofà di qualche casa della zona, con una zampa malconcia.
So solo che la mia simpatia per il mondo felino è ulteriormente diminuita.
Per alleggerire un po' il tema, citiamo una gatta che proprio a quattro zampe non è: quellla di Marcella Bella che non parla ma dice sì... :-)

mercoledì 19 marzo 2008

La descrizione di un attimo


La descrizione di un attimo? (*) E’ come un lampo, un attimo in cui qualcosa di ordinario diventa straordinario, e ti apre il cuore all’improvviso. Provo ora ad elencare SOLO le prime cose che mi vengono in mente…e vi auguro Buona Pasqua.
Scorgere il mare dopo tanto tempo, un raggio di sole che filtra e ti permette di vedere la polvere che c’è nell’aria, una lacrima sulla scena toccante di un film visto sul divano, una tazza fumante di tè vicino allo schermo del computer, un micio appoggiato sornione su ciglio di un muro, lo sguardo di uno sconosciuto sul tram, il momento magico mentre fai sport (quel momento in cui senti l’energia che sale nel tuo corpo, e se la fai esplodere ti senti invincibile), ritrovare un fiore seccato in un libro, leggere un cartello con scritto: “SGOMBRI BEI, VIVI, ISTRUITI”, il dondolio di un’amaca alle 2 del pomeriggio di un sabato di maggio...
(*) Avrei voluto riproporvi la canzone dei Tiromancino , ma tanto essa è piacevole, quanto il video è improponibile! Per chi volesse comunque cliccare...vi consiglio solo l'ascolto! :-)

lunedì 17 marzo 2008

Pronto? Soccorso in arrivo.


Qualche giorno fa sono stata al Pronto Soccorso, per qualcosa di non grave per fortuna, ma alquanto doloroso. E mentre camminavo verso l’Ospedale, la strada mi sembrava infinita, ed a malapena vedevo dove mettevo i piedi, mi sono sentita SOLA. E mentre aspettavo il mio turno un’anziana signora è stata dolcissima nel mettermi una mano sulla spalla, e a chiedermi se avevo bisogno di aiuto: vedeva che stavo maluccio, e non sapeva come aiutarmi o darmi conforto.
E lì mi sono sentita SOLA: avrei voluto avere qualcuno di "amico" accanto, avrei voluto che qualcuno mi accompagnasse in auto, e che mi stesse vicino mentre aspettavo per più di un’ora in sala d’attesa. Sì è vero, ho ricevuto mail e telefonate dagli amici e dai miei genitori, tutti preoccupati della mia salute, ma in quei momenti ero sola. E ho pensato: “E se mi fosse successo qualcosa di più grave? Chi avrei potuto chiamare? Il mio capo?” :-)
Insomma, la mia nuova vita qui ha anche qualche lato poco piacevole, non c’è dubbio.

giovedì 13 marzo 2008

E' ora della poesia


Avrei voluto rimanerti in testa
come un motivo che ti prende dal mattino
o quelle frasi celebri dei film
che tornano ogni volta, come un bene...
Ti ho dato il nome... mille te ne ho dati
eppure non accende le mie vene
sapere che lo porti, non mi sfama...
Tu resti come un segno lungo il muro
che torna fuori appena cade un quadro,
rappreso tra le pieghe delle mani...
E forse ti dovrò sempre portare
nell'aria che si alza dove passo...

martedì 11 marzo 2008

Collezioni private


In linea teorica si può considerare collezione qualsiasi quantità rilevante di cose della specie specie, o natura, od origine. Si può insomma collezionare ciò che si vuole: e si trova veramente di tutto. Dando per scontati vecchi supporti come dischi, francobolli, monete, e sorvolando sulla classica collezione di farfalle, che è passata proprio di moda, poi si trovano lattine, tappi, cartine di arance, sottobicchieri, spille, fumetti, candele, cartoline, ma anche sacchetti per il vomito, piercing, copriwater, animali imbalsamati...
C’è chi si accontenta di accumulare per il piacere di possedere la quantità, e chi si limita ad un certo periodo di tempo in cerca di rarità, chi gode della qualità e del valore della propria raccolta, e chi invece si limita a raccogliere ciò che più gli piace.
In genere i collezionisti più esperti hanno piccole usanze, come utilizzare libri e cataloghi per la ricerca di altre informazioni, scambiare oggetti o acquistare all' asta o in negozi specializzati, creare un indice che permetta di avere una visione completa degli oggetti posseduti, scambiare notizie con altri appassionati, ecc.
Io da piccola collezionavo gomme profumate e Puffi. Beata innocenza! Al giorno d'oggi quando inserisci i termini "gomme profumate" su Google, trovi i pneumatici profumati di una ditta giapponese. :-(
Senza contare che se avessi investito i soldi spesi in gomme profumate (o Puffi), ad oggi sarei ricca: una gomma molto elaborata, ad esempio a forma di lampada, con relativo pulsante, o scuolabus dotato di ruote, poteva costare anche 7/8.ooo lire !
Cosa colleziono adesso che sono cresciuta? Fallimenti nella vita professionale, cocci di tazze che rompo con cadenza settimanale, e DVD del Dr. House.
Anche queste sono collezioni, no? :-)